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Tomei Francesco

Franceso Tomei nasce a Roma, dove opera e lavora. Diplomato in Pittura all'Accademia di Belle Arti di Roma con il Maestro Franco Gentilini. Al 1966 risale la sua prima apparizione in una Mostra collettiva organizzata dal Circolo ENAL di Borgo a Mozzano(LU). Nel 1969 si trasferisce in Francia (dipartimento del Nord) dove svolge l'attività di arredatore di vetrine. Nel 1970, a Roma, viene inserito nella XXII Mostra di Via Margutta. Nel 1971 risulta vincitore del 1° Premio dell'Accademia di S.Luca di Roma.
Nel 1972, ha un rapporto commerciale con il Giappone, dove seguono diverse collettive nelle città di Osaka e di Tokio. Nel 1974, viene invitato al XIX Premio di Villa S.Giovanni. Seguono diversi premi-acquisti dati dal Gruppo Tirrenia Assicurazioni. Nel 1980, sotto il patrocinio dell'Assessorato della Regione Lazio per l'Industria, Commercio e Artigianato di Roma, propone una mostra personale dal titolo "Dall'Arte alla Vita". Nell'81 gli viene organizzata nelle sale del Palazzo Comunale di Borgo a Mozzano una mostra personale a favore della Misericordia locale. Ancora nell'81 a Roma nella galleria "Apsa 8" segue una mostra personale dal titolo "Natura in Posa". Negli anni seguenti avranno luogo molte collettive di cui la più importante é quella organizzata dal Museo Nazionale di Arti e Tradizioni Popolari di Roma.
Nell'85, curata dal professore Carmine Benincasa, la mostra "Sapere Sapore, Arte in Italia 1958-1985", organizzata nel Castello Aragonese di Bacoli. Sempre nell' 85 viene inserito tra i 30 artisti nel Terzo Volume "Quelli che contano", a cura di Ferdinando Anselmetti, edito dalla Marsilio Editore.

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"Peperoncini" olio cm 50x60 -1993
(cod. FT162)

Nel 1986 presenta a Torino nel Chiostro della Juvarra la mostra: "Metaphjsicae iuventutis dies" (29 opere per 31 giorni 1968-1985) a cura del prof. Carmine Benincasa. Sempre nell'86 viene inserito con 2 opere nel libro HALLO! "il telefono nell'arte" edito dalla SIP a cura di Vanni Ronsisvalle.
Viene invitato a ritrarre il Comandante Generale della Arma dei Carabinieri: Roberto Jucci, ritratto esposto nello stesso museo dell'Arma. Rai2 lo chiama ad ideare la sigla dei films di Sean Connery della serie "Non solo Bond". Firma le scenografie della commedia di Alberto Silvestri "Leggeri peccati" con la regia di Franca Valeri.Con l'attore Paolo Panelli nasce un binomio artistico e la galleria "Vittoria" di Roma organizza una mostra "Incontro con un amico" presentata in catalogo dal maestro Renzo Vespignani. E' ospite da Mara Venier a "Domenica in" dove presenta una sua grande opera

Nel 1998 nel salotto dello studio Salvatore Provino presenta delle opere con lo scopo d'incontrare e discutere d'arte con altri colleghi. Nel 1999 la galleria "I Contemporanei" di Reggio Calabria organizzano una mostra di opere del pittore Tomei degli anni '80, a cura del pittore Piero Tartaglia. Partecipa alla trasmissione televisiva del Venerdì e Sabato notte di TMC " Quando il sole va in America". Nel 2003 viene Invitato dalla RAI 1 nella trasmissione "un giorno speciale, la vita in diretta" per 180 puntate dove quotidianamente dipinge un quadro che viene donato ad una persona speciale. Nel programma diretto da Michele Cuccuzza, il pittore Tomei ritrae per il calendario della trasmissione tutto il cast formato da: Carmen Di Pietro, Maria Monsè, Michele Cuccuzza, Emi Ungaro.

"Nudino" olio su tela cm 30x40
(cod. FT324)


Uno dei pochi giovani che credono ancora nella pittura autentica quella cioè che non rinnega i pennelli i colori e la figura e gli oggetti coi quali, da sempre, tutti si sono cibati.

(Roma, marzo 1977)
Franco Gentilini

La pittura, in Tomei, è racconto, sequenza diacronica di avvenimenti, schermo sinottico dell'inevitabile esistenza, descrizione umile di ciò che è stato e che rende il presente necessità. La pittura consacra il caso in necessità e l'inevitabile in coscienza del tempo come consapevolezza della storia.

(Dal catalogo di Tomei: Metaphjsicae iuventutis dies)
Carmine Benincasa

... In bilico tra virtuosismo ed attenzione ai fatti dell'arte contemporanea Francesco TOMEI si Ispira alla narrazione di un intimo ambientale nel cui ambito via via egli colloca gli oggetti della sua osservazione.
E questo egli fa passando dagli entusiasmi libreschi per i tempi di una certa avanguardia storica alle sollecitazioni oggettivate d'estrazione "pop". Tra le due fasi, l'artista innesta una considerevole dose di artigianalità che vorrebbe essere il "trait d'union" in grado di ricostruire l'unità organica del discorso. Un processo analitico, dunque, pieno di in tensioni e di assimilazioni minute, capace d'inglobare la realtà nel favolistico, sino alla fissità di uno spazio incantato che potrebbe far pensare a certi passi cari al mondo di Franco Gentilini.

(Dalla "Voce Repubblicana", Roma, settembre 1976)
Vito Apuleo

... Già scoperto da Gentilini, di cui divenne il fedele discepolo, gode, all'epoca in cui la contestazione prometteva chimere, quella capacità organizzativa e provocatoria che lo rende protagonista alla ribalta... TOMEI ama ripetere, il suo quadro è il "vissuto dell'oggetto": vale a dire una composizione, e non il particolare sebbene espresso in forma dominante, poiché usato in subordine ad uso e ad esclusivo complemento dell'insieme...

(Dal volume: Quelli che contano, Marsillo Edit.)
Ferdinando Anselmetti

... Non so chi domini tra ironia e compassione, nel fondale degli oggetti quasi umanizzati: non cose abbandonate, bensì oggetti vissuti e presenti nella realtà quotidiana, concreta e misteriosa, limpida e ambigua di fumi, fatta di pieni e vuoti, figure e ombre, dicibile e indicibile...
Nuovi attributi s'impongono all'ultima fase che smobilita i sacri collages impastati di colore e movezze che tuttavia lo reclamizzarono miglior allievo di Gentilini e compagnia bella con ascendenze d'alta scuola, passaggio d'obbligo per Accademici furori della Bellarte.
Gli anni di apprendistato e meritato successo sono trascorsi ormai col benestare critico che avvalorò il giovane TOMEI e la sua eccezionale mole di lavoro sul piano di una fattiva ricezione culturale: anni e opere che non mancarono ai loro effetti e che restano alla base o alle spalle della più recente stagione concettual-costruttivistica.

(Dalla Monografia di Tomei: Dona l'azzurro, Roma 1979)
Elio Filippo Accrocca


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"Risveglio" olio su tela cm 100x100 - 1983
(cod. FT163)




 


Francesco TOMEI porta nei suoi quadri la rabbia fredda di una generazione che i posteri definiranno (hanno già cominciato) come "quelli del '68", dissacrante, lucida, gonfia d'umori esplosivi, e soprattutto romantica, di quel romanticismo ribelle e geloso che porta l'intellettuale a passi estremi, a coscienze radicali, a rinunce cruente. Tomei è un artista che attinge alla cultura della realtà più che a quella dei sacri testi, forse perché basa la sua ricerca partendo da una scolastica appassionata, da studi canonici che gli hanno dato quegli strumenti di mano e di cervello i quali, maneggiati dalla sua personalità analitica, sono diventati armi...
... Prima di tutto è un pittore. La materia lo affascina e lo conquide, il taglio lo seduce, il colore lo avvince, l'oggetto-forma lo ammalia. E produce sensualità, gusto, decadenza nei lieviti carnosi dei suoi messaggi...

(Da:Tomei 10 Anni di Pittura, Roma 1980)
Ugo Moretti


"Stefania uscendo dalla macchina"
olio su tela cm 80 x 100
(cod. FT457)

... La tua vita è la tua Pittura: a te piace che i tuoi quadri siano il riflesso della tua urgenza di consumare il tuo rapporto "da dominatore" con le cose.
Ti piace parlare d'amore per la pittura: e vuoi che questo amore appaia agli altri come un amore incestuoso... Vuoi che si accorgano che sai divertirti... E ti piace che gli altri sappiano che sei individualista e felice di esserlo. Che, in pittura, sei anarchico... la tua militanza, dici, è il tuo stesso vivere, e gli oggetti le tue armi e i tuoi protagonisti.

(Dalla cartella di grafica lo corro nelpresente di Francesco Tomel, Roma 1980)
Gloria Satta

Negli anni passati era il prediletto di Gentilini come allievo, col tempo poi il pittore Tornei evolve la forma della sua pittura portandola verso mete o traguardi cromatici rischiarati da annotazioni espressioniste Guttusiane. L'analogia per altro si evidenzia anche per la scelta degli oggetti trattati, che sono analoghi a quelli che ispirarono numerose tele dei due maestri recentemente scomparsi. Soggetti della quotidianità come il telefono, la sedia impagliata con giacca appoggiata sopra, una cravatta in riposo, una borsa ed un ombrello fuori servizio e così via. Umili poveri oggetti senza storia apparente soggetti trasandati lasciati lì quasi avessero una funzione residua. Ma per Tomei sono fonte ricchissima di ispirazione. Tomei indaga amorevolmente con estrema acutezza, penetra la vita segreta delle cose traendone attraverso i colori carichi di sentimento, magnifici risvolti poetici. Non oggetti esaltati con il colore dei forti, ma oggetti indagati con la virtù ddel colore. Nelle ultime opere i Tornei figura sempre rappresentata una finestra aperta sul mondo e lo spazio libero è occupato dagli oggetti sopra descritti. E una costante quella della finestra aperta che il pittore ci propone con una ossessione sicuramente motivata. La varietà della trama pittorica dischiude al Tornei le strade per conquistare un margine di sicurezza nel racconto multiplo ambientato nel mondo-finestra con forme che si fanno sempre più piene, il colore più ricco ed il risultato plastico più evidente. A me sfugge il significato del racconto che in alcune parti è pervaso da una patina intellettualistica. Ma in questa situazione sono confortato alla comprensione dell'aiuto di Pessoa che con il suo senso straordinario della letteratura, il grande autore portoghese, ne "Il libro dell'inquietudine" così "dipinge" le cose:... La Giacca di un vestito modesto addosso ad un passante occasionale portava una vecchia borsa sotto il braccio sinistro e batteva per terra accompagnandoli al suo passo un ombrello chiuso che reggeva con la mano destra. All'improvviso ho provato per quell'uomo una sensazione simile alla tenerezza Ma, nella mia visione crepuscolare, distinguo solo, vagamente quanto queste vetrate, che si rivelano sulla superficie delle cose, lasciano trasparire dalla loro interiorità che custodiscono e rivelano. Intendo senza arrivare alla coscienza, come un cieco al quale si parli di colori.

Sandro Trotti

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"Al mercato" olio su tela 70x70 - 1989
(cod. FT167)





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