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Lopes Bertina

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Bertina Lopes
L'artista Bertina Lopes

Bertina Lopes Artista di fama internazionale, è nata a Maputo, in Mozambico, da madre africana e padre portoghese, riunendo così in se, fin dalle origini, quella integrazione tra popoli, culture e continenti che ne caratterizzerà poi la personalità umana ed artistica.A Lisbona, dove completa i suoi studi secondari, frequenta l'Accademia Superiore di Belle Arti, entra in contatto con noti pittori, tra i quali Carlo Botelho, Albertina Manrua, Nuno Sampaio.
Nel 1953 torna in Mozambico dove ricopre per nove anni la cattedra di disegno nella scuola Tecnica "General Machado".
Nel 1961, per ragioni politiche, sotto le pressanti repressioni del colonialismo salazariano, è costretta ad abbandonare il Mozambico, che riesce a fare grazie anche all'ottenimento di una borsa di studio della Fondazione Calouste Gulbenkian di Lisbona.Nel 1963 ottenuta una nuova borsa di studio dalla stessa fondazione, lascia anche il Portogallo e si trasferisce a Roma, dove tuttora abita ed opera. Il suo periodo artisticamente formativo risente indubbiamente dei fermenti pittorici di Picasso, Braque e Matisse, con cui l'artista confronta il progressivo affinarsi del proprio personale e originale stilismo, così come nei successivi contatti romani, con Carlo Levi, Lorenzo Guerrini, Marino Marini, Emilio Greco, Franco Gentilizi e altri.Nel corso di 44 anni di attività artistica Bertina ha realizzato innumerevoli mostre, in prestigiose sedi sia in Italia che all'estero. Il suo importante impegno artistico ed umano le ha valso numerosi riconoscimenti (-punto-), tra i quali il "Grand Prix d'Honoeur" assegnatole nel 1988 dall'Unione Europea dei Critici d'Arte e il Premio Mondiale "Carson", della Rachel Carson Memorial Foundation di New York, conferitole nel 1991. Nel 1993, a Lisbona, è stata nominata "Commendatrice delle Arti" dal Presidente della Repubblica del Portogallo, Mario Soares. Numerosi critici d'arte hanno studiato e analizzato lo sviluppo pittorico della Lopes, fra i quali ricordiamo Carlo G. Argan, Marcello Venturoli, Dario Micacchi, Nello Ponente, Antonello Negri.Dal 1993 è Consigliere culturale dell'Ambasciata del Mozambico in Italia.

"La mia radice antica" 1975 olio su tela cm 200 x 200 coll. artista

L'AFRICA DENTRO

L'Africa per Bertina Lopes, artista di padre portoghese e madre mozambicana, rappresenta ovviamente le proprie radici inserite però in un substrato culturale specificatamente europeo. La mia radice antica s'intitola del resto una serie di opere degli anni Sessanta-Settanta mediante le quali ben si coglie quel carattere riflessivo e nostalgico, di "sguardo verso il passato" della propria pratica pittorica del periodo.
L'Africa, intesa come continente, culture e dialettica mnemonica diventa nella pittura della Lopes svolta in Portogallo prima (1961-63) ed in Italia poi (dal 1964), oggetto di desiderio e sogno di libertà, iniziando dal microcosmo Mozambico.
A loro volta le favole e le storie dell'Africa, ricreate nella pittura degli anni Sessanta, perciò durante la lontananza geografica dalla madre patria, divengono nuove mitologie espressive e, mediante l'impegno sociale, politico ed umanitario, grido di opposizione ed azione verso l'indipendenza (anni Settanta).
Un continuo fil rouge sul quale la Lopes ha costruito, e continuerà a farlo, il proprio catalogo artistico, fondando l'espressione visiva del suo pensiero sulla voglia appunto di libertà dell'uomo e della donna dell'Africa post-colonialista. Sempre contro. Contro la fame, la violenza e le continue sopraffazioni economiche dell'Occidente industrializzato
.

"Chi non muore mai e tutto ricorda e il popolo" 1966 olio coll. artista "Grido grande"" olio su tela coll. M. Bolognesi

Alla fine degli anni Ottanta ed inizio Novanta Bertina Lopes, in un periodo di totale ripensamento delle proprie radici culturali e sempre lungo la stilistica strada maestra dell'astrattismo, inizia a dirigere il proprio sguardo pittorico verso il Cosmo, lo Spazio.
In particolare è la prima metà degli anni Novanta a contraddistinguersi per la produzione di opere incentrate proprio sulla riscrittura di una sempre più colorata realtà Cosmogonica, caratterizzata da intersezioni astrali, incastri e incontri planetari.
La Lopes tende in questo modo, anche se solo dal punto di vista visivo, a staccarsi da quell'idea mondana del quotidiano che ha da sempre contraddistinto il proprio percorso espressivo, legandosi con ancor più risoluto vigore coloristico, alle nuove teorie di pensiero della fine millennio, caratterizzate da un'accresciuta contestualizzazione e fascino verso l'universo, spesso anche mediante la possibilità riattualizzare un particolare spiritualismo panico.

Nel frammento cronologico contraddistinto dal passaggio fra XX e XXI secolo, Bertina Lopes concentra tecnicamente la sua pittura sull'essenza dell'uso del pennello e su una maggiore concentrazione coloristica.
Il motivo creativo di base diventa, per la Lopes, la diffusione del colore, di tipo industriale, in maniera anche violenta, su tele di sempre più ampie dimensioni, sulle quali si vengono a determinare vistose concentrazioni materiche, sempre più acide, dallo stridente ed incessante cangiante.
Le macchie divengono quasi psicadeliche e caleidoscopiche, così come per quella serie di nuovi dipinti (2000-2001) inevitabilmente segnati da un'impronta ritmica, nel senso del ritmo del colore così come dal punto di vista dell'influenza musicale - jazz - non nuova comunque nella pittura della Lopes e che già in precedenza, intorno all'inizio degli anni Novanta, si era andata avvicinando alle teorie sul colore spirituale e musicale di Kandinskij.

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 "Composizione" olio su tela cm 60 x 50

Libri e cataloghi

BERTINA LOPES - Frammenti di terre lontane

Bertina Lopes. - Dipinti e sculture, 1961-2000. Una radice antica.

Esilio e letteratura

Art Link. L'arte come mezzo di lotta all'esclusione sociale dei cittadini di etnie minoritarie e degli immigrati.

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